Inserimento lavorativo e Disagio psichico

Inserimento lavorativo e Disagio psichico

L’inserimento lavorativo per le persone svantaggiate

Il progetto di Ricerca realizzato da Cooperativa Panta Rei in collaborazione con l’Università di Verona (Medicina – Psichiatria) e Brescia (Economia e Commercio)e finanziato dalla Fondazione Cattolica

“Non c’è salute senza salute mentale”*

Parte da questo principio il progetto di ricerca “L’INSERIMENTO LAVORATIVO DI SOGGETTI CON DISAGIO PSICHIATRICO – VALUTAZIONE DEGLI ESITI, MISURAZIONE D’IMPATTO, PROPOSTE ORGANIZZATIVE PER UN MODELLO RIABILITATIVO INNOVATIVO” realizzato dalla Cooperativa Panta Rei in collaborazione con Università degli Studi di Verona e di Brescia, con le Centro Studi Socialis di Brescia e Associazione Pro-Win (Verona) con il finanziamento di Fondazione Cattolica.
Uno studio pone l’attenzione sulla necessità di agire con determinazione ed intelligenza per contrastare il problema del disagio mentale, come azione fondamentale e propedeutica per la qualità della vita, sia individuale che collettiva.

I costi della disabilità da malattie mentali

L’incidenza della disabilità provocata delle malattie mentali sui costi sanitari rappresenta circa il doppio dei costi derivanti da tutte le forme di cancro e sono superiori anche a quelli derivanti dalle patologie cardiovascolari (Oms).
Nel solo Veneto nel 2015 sono stati 70.822 i cittadini che si sono rivolti ai Dipartimenti di salute Mentale:
172,7 persone ogni 10.000 abitanti con più di 17 anni, in prevalenza donne (57,2%),
le fasce d’età più colpite sono:

  • 45 e i 54 anni (23,7%)
  • 55 e i 64 anni (18,2%)
  • 35 e i 44 anni (18%).

Lo studio si concentra sulle soluzioni alternative alla riabilitazione ospedaliera e introduce l’aspetto del lavoro, come elemento in grado di generare effetti positivi, economicamente sostenibili.

Quali interventi riabilitativi in caso di disagio mentale?

I percorsi di riabilitazione dei soggetti afflitti da disagio mentale possono essere molteplici: dalla degenza ospedaliera alla permanenza in comunità, dalla medicalizzazione ai percorsi individuali visti tramite il Servizio di riferimento, fino all’inserimento lavorativo in imprese sociali.

Quest’ultima strada, che esula dai classici “interventi di prassi” del Sistema socio-sanitario, necessita di una controparte “datoriale” solida e strutturata in grado resistere nel tempo e nel mercato.
Lo studio analizza quest’ultima via alla riabilitazione, analizzando caratteristiche, vantaggi, svantaggi e impatti sociali.

Obiettivi e risultati della ricerca

Il progetto di ricerca consiste quindi nel definire se e come l’inserimento lavorativo di personale psichiatrico all’interno di una cooperativa sociale possa generare impatti positivi sulla persona e sulla società.
Le domande a cui vuole rispondere sono le seguenti:

  • l’inserimento lavorativo di soggetti psichiatrici in cooperativa sociale è un intervento riabilitativo che funziona dal punto di vista clinico e del benessere dei pazienti?
  • genera impatti socio-economici sulla collettività? Sulla clientela privata e sui budget pubblici?
  • è una proposta aziendale sostenibile, scalabile, replicabile; quale struttura organizzativa è necessaria perché il modello funzioni?

Il progetto intende quindi analizzare il percorso riabilitativo tramite inserimento lavorativo in cooperativa sociale per comprenderne l’efficacia, la sostenibilità, gli impatti socio-economici diretti ed indiretti prendendo a riferimento il caso della cooperativa sociale Panta Rei e i lavoratori con svantaggio in essa operanti.

*(Dichiarazione sulla salute mentale per l’Europa, 2005).