Cooperare al tempo del Coronavirus

Cooperare al tempo del Coronavirus

Cooperare al tempo del Coronavirus

Come cambia il lavoro in Cooop. Panta Rei

Ne siamo convinti anche noi, “Andrà tutto bene” come leggiamo sui giornali, o nei disegni dai bambini sotto arcobaleni colorati e pieno di speranza. E’ una situazione imprevista, che ci vede impegnati in prima linea a trovare soluzioni alternative per garantire una rete di sostegno ai nostri soci, adattandoci alle necessità, nel rispetto delle misure di sicurezza previste per noi, per gli operatori e per gli utenti a cui normalmente diamo la possibilità di lavorare. Nuove condizioni, quindi, che modificano il lavoro ma non lo fermano. Certi che ogni situazione possa trasformarsi in una nuova opportunità. Ecco quindi come abbiamo modificato la giornata lavorativa all’interno della nostra cooperativa, per non lasciare nessuno solo.

La lavanderia: si riduce la domanda, ma continuiamo a lavorare

L’attività della lavanderia di Bussolengo è strettamente connessa ai servizi di ricettività turistica, un settore che ha subito un drastico ridimensionamento. Ciò nonostante, tra i clienti storici della lavanderia ci sono alcune case di riposo per anziani, dormitori pubblici e servizi di residenzialità protetta. Sono servizi che in questo momento di emergenza devono garantire l’ospitalità alle fasce deboli e protette, che ora più che mai, necessitano di dare una continuità ai servizi di accoglienza offerti. In particolare le case di riposo, a cui abitualmente forniamo un servizio di lavanderia e stiro degli indumenti, oggi hanno la necessità di lavare anche gli indumenti intimi o delicati, di solito in carico alle rete familiare.

Una richiesta in più, poco significativa da un punto economico, ma carica di significati in questo particolare momento: quando le famiglie non possono essere di supporto, è importante rispondere con flessibilità e disponibilità alle necessità di queste categorie deboli che in questo momento subiscono, più di altre, la situazione di emergenza e di solitudine forzata.

Le attività legate ai servizi di lavanderia occupano a pieno regime 12 soci lavoratori, ad oggi ne sono occupati 6 a rotazione e a turni ridotti, il personale restante sta smaltendo ferie e permessi  accumulati fino ad esaurimento. Una perdita stimata per il mese di marzo del 35% che potrebbe raggiungere anche il 60% se non ci sarà una ripresa del comparto turistico.

 

 

La Groletta: l’emergenza ha chiuso il ristorante ma le Groletterie sono più prelibate che mai

È superfluo ricordare come il settore alberghiero e quello della ristorazione paghino per primi lo scotto di questo momento.

Ma La Groletta è un ristorante speciale, che si inserisce all’interno di una struttura che ospita anche una comunità protetta per persone con problemi di salute mentale. La comunità, come tutti i servizi residenziali è chiusa: una grande limitazione per questa realtà caratterizzata dalla dinamicità e dallo scambio con il territorio, fatta di clienti dell’hotel, ma anche di iniziative con le associazioni, i volontari e i simpatizzanti. Nella comunità oggi hanno accesso solo gli operatori socio sanitari che si occupano della gestione e delle attività di assistenza ai pazienti ospitati. Abbiamo quindi coinvolto gli ospiti in attività che normalmente sono a carico dei cuochi e degli addetti di sala.Dalle “pulizie di primavera” per gli spazi, al restyling delle sale fino a soluzioni alternative per evitare lo spreco delle derrate alimentari già acquistate

Un’occasione per lavorare sulle novità oltre che sui classici con Le Groletterie. In piccoli gruppi continuiamo a produrre i vasetti ambasciatori dei sapori del nostro ristorante. Marmellate, confetture e qualche novità ci tengono impegnati e ci permettono di organizzare i consumi delle scorte, sperimentando nuove ricette nella convinzione che sì, “Andrà tutto bene”. Ovviamente sempre più attivo il nostro laboratorio delle “Groletterie” che, in questa settimana, grazie ad una grossa partita di eccellenti mele Pink Lady del 9 marzo, che si inserisce all’interno del nostro nuovo progetto a marchio R.E.A.L. FOOD, sta producendo un nuovo prodotto in vaso. Una novità assoluta, ideata dal nostro cuoco Andrea e da lui supervisionata. La giornata a tutto il sapore delle buone iniziative: gli operatori conducono un piccolo gruppo di tre persone alla volta in cucina, dove buona musica, buon cibo e buona compagnia rallegrano le mattinate di tutti!

Inoltre abbiamo la fortuna di avere un grande parco, fantastico in questi giorni di sole, per fare attività fisica, musica all’aperto ma soprattutto…progettare il nostro nuovo orto!

 

 

Reiserimento lavorativo in altri contesti: la vigilanza nei supermercati

Il lavoro è il cuore della nostra cooperativa, lo strumento centrale nel dare opportunità di vita, crescita, sviluppo per le persone con disabilità psichica.

Interrompere il lavoro per molti significa perdere l’unico contesto di riabilitazione e valorizzazione di sé.

Stiamo cercando di dare un minimo di continuità lavorativa offrendo ai lavoratori svantaggiati che si occupano della lavanderia e del ristorante/albergo la possibilità di lavorare nei servizi che non si sono fermati, come ad esempio la sorveglianza nei piazzali dei supermercati, per esempio, presi d’assalto in questi giorni.

L’emergenza coronavirus infatti obbliga a sorvegliare l’entrata dei clienti nei negozi, rispettando i numeri e le distanze definite dalle ultime ordinanze.

Muniti di tutti i DPI i nostri soci si stanno impegnando ad “educare” i clienti dei supermercati ad attenersi alle nuove regole imposte da questa emergenza.

Questa nuova, e speriamo breve, opportunità lavorativa, sta impegnando persone che solitamente si occupano degli altri servizi oggi chiusi o in sofferenza nella logica di redistribuire il lavoro rimasto al maggior numero di persone, in un’ottica di equità e solidarietà fondamentale in questo difficile momento!

Oggi 4 soci solitamente impiegati nelle attività del Ristorante La Groletta ha trovato momentaneamente servizio nella vigilanza dei piazzali dei supermercato.

Come gestire il paziente psichiatrico in un periodo di inattività?

Interrompere la quotidianità di un paziente psichiatrico significa metterne a rischio la salute.

In questo momento storico dobbiamo essere ancora più attenti nel dare supporto, mantenere i rapporti e infondere positività.

Siamo presenti, fisicamente, telefonicamente o via skype  per ascoltare e trovare soluzioni per affrontare le paure e le solitudini che si impongono certi che è proprio nei momenti di maggiore difficoltà sono le realtà coese e solidali come la nostra, hanno maggiori possibilità di uscirne meglio, magari anche ulteriormente rafforzate!

La conferma, di cui siamo consapevoli da sempre, è che le persone fragili, gli emarginati, gli stigmatizzati, gli esclusi, sono una risorsa incredibile in questi momenti in cui “la gente normale” fa più fatica ad adattarsi a rinunce e restrizioni, disagi e solitudini.

 

“Sono loro, che spesso vivono nella normale quotidianità questi fenomeni per la gente comune eccezionali, che sanno darsi generosamente e con entusiasmo, che testimoniano una formidabile capacità di resilienza e di infusione di speranza! Ancora una volta, dalle persone con sofferenza psichica dobbiamo tutti imparare, ora che potremmo essere noi tutti più fragili. Ancora una volta, le distanze si accorciano tra mondi che si pensano separati da muri invalicabili.”

(E. Brigo, Presidente)